Comitato Benefico

Carnealon de Domeiara

 
 
 
La Storia
 
 
La favola più bella è … quella che si avvera!!!!

Nel febbraio del 1947, Domegliara era un paese come tanti in Italia, piegato dalla guerra appena finita, ma con addosso la voglia di tornare a vivere, ridere e scherzare.
Più di tutti lo volevano i giovani: quelli della compagnia del Cochi (Zocca Bruno), di Nello Biotti (Zampieri), Braga Emilio, Celino Bussola, giovani come Danilo Arcali (Pertega), Zampieri Renzo (Bisteca), Maggi Raffaello, Magagnotti Giuseppe e Dino Nicolis (Stornisia).
Un giorno questa gente si recò a Verona, in cerca di idee per il loro carnevale, … ed ecco che videro per strada, scritto sopra a un bidone, un nome che li colpì: "VALBUSA!"
Un bel nome che in bocca suona bene, un nome che fa venire in mente la Casetta, il quartiere in cui vivono ("costruio en busa, … ai piè del Montindon").
E, … "VALBUSA" … fu!!!
Da quel giorno, a carnevale, Domegliara smette i panni di centro industrioso della Valpolicella, per vestire quelli del "DUCATO della VALBUSA", nobile Regno dell'allegria, governato dal "DUCA", … la sua maschera più importante, che ogni anno viene eletta dal popolo con delle bizzarre votazioni: sono infatti le uniche elezioni in cui per votare bisogna "pagare", e, … più si paga, … più voti si possono dare ai propri candidati.
Quello stesso '47, vide regolarmente incoronato "I° Duca della Valbusa", il sig. Arcali Danilo, che dopo un'accesa campagna elettorale ed altrettanto appassionate operazioni di voto, tenne il suo primo discorso dal cortile dell'osteria "della Betagna", dopodiché se ne andò in giro per le vie del "Ducato" in groppa ad un asinello.
Fu come una febbre, … in capo a qualche anno, da semplice scherzo di pochi ragazzi che era, il carnevale divenne un affare di tutto il paese ed invase anche le più lontane contrade. I "pionieri" del "Carnealon" si organizzarono in comitato, con cariche ed incarichi al suo interno, e i gruppi responsabili dei carri allegorici si moltiplicarono.
Negli anni '50, il "Carnealon" si diede persino un inno (lassa pur che 'l mondo el diga …), anche questo nato, per caso e per gioco, sui tavolini dell'osteria del Broco, complice il motivetto di una famosa canzone milanese e lo spirito irriverente di Nello Bioti, una delle anime più vitali del "Carnealon".
Grazie a persone come lui il carnevale a Domegliara non cessò mai di regalare giornate di sano divertimento, e molti furono i personaggi indimenticabili: da Gioanìn Fraccaroli, passato alla storia come "Marco Paparela", a Bruno Zocca, meglio noto con il nome di Cochi, da Lindo Pomari, con le interpretazioni di Charlot, a Guerrino Merchiori detto Guera, che ideò e interpretò il "I° Marchese del Montindon", a Domenico Bertoni, indimenticabile "Conte della Val del Tasso" dal caratteristico panciotto tappezzato di commende, medaglie e medagliette, a Clelio Perusi, da Bruno Spagnolo, a Romano Quintarelli detto "Pippo", a Giovanni Azzolini "el Scerifo" e, … tanti, tanti altri. In sei decenni di vita del "Carnealon" non potevano certo mancare dei momenti bui, ma sempre si riuscì a superarli grazie a uomini giusti, come per esempio don Danilo Rudy,che risvegliò il sacro fuoco del carnevale nella Domegliara degli anni '60, ubriaca di benessere e novità e unì i Valbusani con i Foresti nella realizzazione di sfilate memorabili e carri passati alla storia, come il "Carretto Siciliano", l'"ammiraglia Maddalena", "Giulietta e Romeo", "Apollo 8", "Polifemo", l'"Arca di Noè" … e il vulcanico cav. Ezio Zorzi, membro del Gruppo Sportivo Napoleone, che con le sue idee (la più strepitosa fu, nel 1981, il lancio in piazza, dei paracadutisti di Boscomantico), diede al "Carnealon" quel tocco di esuberanza passato alla storia.
Il "Carnealon" nel tempo si espresse anche nell'entrata in campo di nuove maschere: dopo quella del "Marchese del Montindon", nata nel 1961 ed ispirata alla figura storica del benemerito nobile Zurla, dell'omonima villa, negli anni '70 arrivarono le figure del "Cedrone senza Fegato", e della "Duchessa della Valbusa" ('75), che come il Duca viene eletta ogni anno dal popolo, del "Barone del Recioto Grola", dell'"Imperator ed Imperatrice della Garganega" e nel 1979 della "Marchesa del Montindon".
Il "Carnealon de Domeiara" visse gli anni '80, con lo slancio di sempre; … ovvero, coinvolgendo l'intero paese nel preparare i carri, nel trovare i fondi per la sfilata, nell'allestire i seggi elettorali, per designare i "Duchi della Valbusa". E nel 1989 ebbe persino … un volto "internazionale", con l'elezione al titolo di "Duchessa" della sig.ra Naliny Kattapernel" (nativa delle isole Mauritius e moglie del sig. Scarpolini Luciano).
Inarrestabile, pieno di idee e profondamente radicato alla propria terra, il "Carnealon" negli anni '90 seppe portare, con semplicità, su tutto il territorio veronese e anche fuori provincia, il proprio folclore ed ottenne sempre più importanza, valore e prestigio.
Per questo motivo il 7 dicembre del 2009, l'amministrazione Comunale di Sant'Ambrogio, gli conferì il premio dell'Ambrogino, massima onorificenza e segno di stima del Comune.
Doppiato il traguardo dei suoi primi 50 anni, che vennero festeggiati con una mostra fotografica e la pubblicazione di un libro ("100 chili di coriandoli" di Elisabetta Tosi), il "Carnealon" iniziò la sua seconda giovinezza con un'ulteriore vigore e con il battesimo di due nuove maschere: … il "Visconte Carlo I° della Contea dei Brochi" e la "Contessa Sonia IV° d'Orleane".
Oggi, 65 anni dopo, il "Carnealon" è ancora un evento fondamentale della vita di Domegliara, al quale ogni anno non mancano mai i grandi personaggi del "Baccanal del Gnocco" e tutti gli amici del carnevale di Verona e dintorni.
E, oggi, … come ieri, il "Duca della Valbusa con la sua corte", dona con gioia una parola di conforto e un sorriso ad anziani ed ammalati, e porta il paese ad essere, almeno perqualche giorno, più unito e sereno; perché il carnevale è buona gente che si dà da fare.

Questo è il carnevale, … questo è il CARNEALON de Domeiara!!!!!!

 
 
   
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